LA SALUTE È UN DIRITTO
Palazzo Lombardia | Milano
Perchè scendiamo in piazza a Milano il 11 aprile 2026
In Lombardia la salute non è un diritto.
L’accesso alle cure non è infatti garantito a tutte e a tutti allo stesso modo e vige sempre di più un odioso ricatto. Quello, attraverso le liste d’attesa, di dover pagare per farsi curare.
Ciò mortifica una tradizione lunga e straordinaria e la grande qualità del lavoro e delle prestazioni garantita da infermieri, medici e professionisti non sufficientemente valorizzati e ascoltati.
A partire da qui crediamo si debba cambiare e lo si debba fare in fretta perché non c’è più assolutamente tempo da perdere in una Regione che ha visto crescere una privatizzazione selvaggia e senza regole aprendo la strada anche a livello nazionale a scelte assolutamente sbagliate.
Si deve ripensare radicalmente il sistema sociosanitario lombardo sostenendo la sanità pubblica e chi vi opera.
Abbiamo bisogno di un investimento enorme in medicina territoriale, prevenzione, diffusione capillare sul territorio, in particolare nelle cosiddette aree interne, integrazione con l’ambito dei servizi sociali, sostegno al protagonismo del volontariato e del terzo settore e tanto altro.
Abbiamo bisogno di mettere al centro chi vuole aiutare gli altri e non ritiene che la sanità debba essere una torta da spartire.
E dobbiamo realizzare azioni concrete, innanzitutto un grande piano per l’abbattimento delle liste d’attesa, che si fondi su un livello (anche nazionale) adeguato di finanziamento, sul sostegno a medici e infermieri, sull’istituzione vera del Centro Unico di Prenotazione e sulla trasparenza nella gestione.
Per questo vogliamo lanciare una grande manifestazione che rimetta al centro il diritto alla salute, nel nome dei principi contenuti in quella straordinaria riforma del 1978 e tanto inattuata che ha portato all’istituzione del Servizio Sanitario nazionale.
Vogliamo una Sanità delle persone non dei profitti e della mercificazione, cose queste, che si ritrovano anche nelle più recenti scelte di Regione Lombardia.
La sanità lombarda può e deve tornare ad essere qualcosa di cui andare fieri. Non solo per la dedizione di chi vi opera ma pure per la capacità di garantire pari opportunità nell’accesso alle cure.
I NOSTRI OBIETTIVI
LISTE D’ATTESA
- Sospensione automatica dell’intramoenia quando supera i livelli previsti dalle attuali normative e quando l’Asst/ospedale non rispetta i tempi di attesa;
- Garanzia della continuità assistenziale dei percorsi terapeutici (periodicità di controlli e analisi dopo la prima visita) con prenotazioni effettuate direttamente dalle strutture;
- Decadenza e non possibilità di riconferma dei direttori generali nelle cui strutture non sono rispettati i tempi di attesa;
- Decadenza immediata dei direttori generali nelle cui strutture sono documentabili chiusure delle agende;
- Superamento della struttura verticistica delle ATS e delle ASST;
- Ritiro delibera 15/9/2025 : no alla superintramoenia;
- Ritiro delibera 29/9/2025; i fondi per la riduzione delle liste d’attesa devono essere destinati al rafforzamento delle strutture pubbliche.
RAPPORTO PUBBLICO/PRIVATO
- Divieto alle strutture pubbliche di esternalizzare e di “affittare” a strutture private, convenzionate e non convenzionate, attività sanitarie e operatori sanitari
- Obbligo per la regione di rendere pubblici i contratti di convenzione tra SSR e strutture private
- Obbligo per la regione di: indicare, nei contratti di convenzione con ogni struttura sanitaria privata, le prestazioni da fornire prioritariamente;
- Aumento dei controlli sulle strutture convenzionate per verificare il rispetto della convenzione firmata e provvedimenti significativi, quali sanzioni e/o sospensione della convenzione, in caso di mancato rispetto di quanto previsto;
- Individuazione di obiettivi epidemiologici per il miglioramento della salute collettiva, in relazione alle caratteristiche territoriali.
PERSONALE SANITARIO
- intervenga sul Governo affinchè vengano superati i vincoli (tetti di spesa) nell’assunzione di professionisti;
- definisca fra gli obiettivi assegnati ai Direttori Generali delle ASST il miglioramento dei modelli organizzativi che tendano al benessere, alla sicurezza e al miglioramento tempi di vita e tempi di lavoro dei professionisti
- Ritiro della delibera dell’Asst Insubria e di delibere simili che prevedano l’inserimento di personale non qualificato per le attività ispettive nei servizi di medicina del lavoro.
- Stanziamento di risorse destinate a favorire il lavoro d’equipe dei Medici di Famiglia (MMG), a facilitare l’apertura dei nuovi studi da parte di giovani MMG e il trasferimento in regione degli infermieri vincitrici di concorso.
SERVIZI TERRITORIALI E PREVENZIONE PRIMARIA
- Servizi Territoriali e prevenzione, si chiede a Regione Lombardia un investimento economico significativo indispensabile al potenziamento della rete territoriale a partire dai controlli sull’igiene degli alimenti e veterinaria, la sicurezza sul lavoro e l’integrazione con gli interventi sulla tutela ambientale (ARPA). Oltre al rispetto degli standard definiti dal DM 77, e al raggiungimento degli obiettivi posti dal PNRR, l’attenzione deve essere rivolta ai Servizi territoriali di Salute Mentale, alla concreta operatività dei Consultori, al potenziamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata per le persone fragili e non autosufficienti gestite direttamente dalle ASST, per prevenire il ricorso ai ricoveri in RSA.
Residenze Sanitarie Assistenziali
- Aumento dei massimali a carico del SSR per le rette, fino a raggiungere il 50% reale dei costi
- Impossibilità per le RSA di chiedere al cittadino/famigliare/Comune una cifra superiore a quella versata dalla regione per il suo ricovero;
- Stanziamento da parte della regione dei fondi necessari per garantire il pagamento dell’intera retta per i soggetti con Alzheimer come previsto da recenti sentenze della Cassazione;
- Pieni diritti e condizioni di lavoro adeguate e salubri per gli operatori, loro idonea formazione.