una repubblicaFinalmente parte il reddito di inclusione, la prima misura nazionale di contrasto alla povertà, un'altra e una delle più importanti riforme sul versante sociale che abbiamo compiuto in questi 5 anni di governo del nostro partito. Il dibattito su quali strumenti mettere in campo contro la povertà è un tema che coinvolge tutte le forze politiche; il M5S sostiene da tempo il reddito di cittadinanza (anche se, come giustamente ha fatto notare il viceministro Morando, non c'è traccia anche in questa legge di bilancio che ci si appresta ad approvare di un emendamento che dica dove andare a prendere i 17 miliardi ritenuti necessari per avviare il progetto di legge dei 5stelle, confermando la portata demagogica e velleitaria della proposta), noi abbiamo fatto una scelta diversa: il reddito di inclusione si propone di fornire un aiuto immediato nel momento del bisogno, insieme a un percorso che aiuti i beneficiari ad uscire dalla condizione di povertà, attraverso un percorso personalizzato. Confermiamo in questo modo che l'obiettivo del nostro Stato, della nostra Repubblica, è quello di dare un lavoro; in fondo, anche il reddito di inclusione non è che una attuazione del nostro bellissimo Articolo 1 della Costituzione.

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L'irruzione squadrista di un gruppo di militanti neofascisti durante la riunione di una rete di associazioni che si occupano dei migranti non è assolutamente da sottovalutare; i populismi, i rigurgiti di estremismo fascista che vediamo anche nelle nostre città (come non ricordare le irruzioni nei consigli comunali di Desio e di Monza?), la propaganda online di gruppi di destra radicale, sono pericoli reali. Occorre una forte risposta democratica, della quale dobbiamo essere i promotori insieme ad altre forze politiche, alle associazioni, ai cittadini tutti, perché occorre la massima fermezza verso i pericoli autoritari che minano i principi basi della convivenza democratica.

Infine, questa settimana ci siamo riuniti in segreteria e abbiamo approvato un documento (che abbiamo inviato ai segretari e al PD regionale) che indica obiettivi e impegni per il percorso di definizione delle candidature alle prossime elezioni (nazionali e regionali). L'obiettivo è quello di arrivare a scegliere candidati attraverso un lavoro vero di ampie consultazioni dei circoli e degli amministratori del nostro territorio; nella settimana dopo il ponte riuniremo l'Assemblea, la Direzione e i segretari di circolo e insieme faremo il punto sul programma, nonché il cronoprogramma di questa modalità.

Pietro Virtuani, Segretario provinciale del Partito Democratico di Monza e Brianza

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