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In Cdm sblocca-Italia, giustizia e scuola. Dopo la pausa estiva, fari di nuovo puntati sulla politica. Torna nel vivo l'attività del governo con il consiglio dei ministri del 29 agosto. Piatto ricco per l'esecutivo che dovrà licenziare tre provvedimenti attesi - e con importanti risvolti economici - come lo Sblocca-Italia, la riforma della giustizia e quella della scuola.

Venerdì sera poi Matteo Renzi volerà a Parigi, dove è fissato un vertice dei socialisti europei - fortemente voluto dal presidente Hollande - in vista del Consiglio Europeo di sabato dal quale dovranno uscire nomi e ruoli della nuova Commissione, guidata da Jean-Claude Juncker.

Lo "sblocca-Italia". I tecnici di tutti i ministeri coinvolti (Infrastrutture, Tesoro, Sviluppo economico) non hanno smesso di lavorare al provvedimento che arriverà venerdì prossimo in Consiglio dei Ministri. Da lunedì, quando anche Pier Carlo Padoan rientrerà formalmente a Via XX Settembre, si entrerà nel vivo della stesura e della definizione completa delle coperture. La lista delle norme e delle opere annunciate il primo agosto è infatti molto lunga ed ognuna di esse richiede risorse specifiche. Alcune già stanziate, altre da trovare prevalentemente nei fondi di coesione o in poste già previste dal governo. Tra queste, oltre un miliardo sarebbe disponibile nel fondo revoche del ministero delle Infrastrutture, ma per la realizzazione di grandi e piccole opere pubbliche l'esecutivo pensa di fare anche ampiamente ricorso ai fondi di coesione europei al 2020.

L'agenda dei mercati per la prossima settimana

I provvedimenti. A inizio mese il presidente del Consiglio ha annunciato che uno dei primi obiettivi è quello di "stabilizzare" l'ecobonus al 65% per il risparmio energetico e l'indicazione potrebbe essere quella di rinnovarlo almeno per un anno. Per quanto riguarda la banda larga, l'ipotesi iniziale era di un credito di imposta generalizzato al 70%, ma non è escluso che l'incentivo possa cambiare forma ed essere destinato a casi specifici.

In tema di grandi opere, un primo punto del decreto sarà dedicato allo "sblocca-cantieri': sono 14 le infrastrutture individuate dal governo, per le quali sono già stati stanziati 30,404 miliardi di euro, ma che non sono ancora partite: l'alta velocità Napoli-Bari e la ferrovia Catania-Messina-Palermo sono nel novero.

In agenda c'è poi il cosiddetto "sblocca-comuni", che affronta problemi procedurali e snellimento della burocrazioa degli enti locali per velocizzare opere già finanziate. Previsti poi interventi di potenziamento delle infrastrutture autostradali attraverso 10 miliardi di nuovi investimenti, non pubblici. Infine, il secondo capitolo contiene interventi di manutenzione di strade e ferrovie per un miliardo di euro e la creazione di 12 mila posti di lavoro.

Attraverso lo "sblocca-reti", il governo punta a facilitare semplificare la posa in opera di reti e misure di agevolazione fiscale per interventi infrastrutturali da parte dei privati nelle aree cosiddette "bianche" (fuori mercato). Il capitolo porti verrà affrontato nel quarto punto, mentre il quinto si occuperà del dissesto idrogeologico: 570 cantieri per un valore di 650 milioni di euro. Il sesto capitolo si occuperà invece dello "sblocca-burocrazia": 6 miliardi di euro è il valore degli interventi su finanza di progetto, defiscalizzazione, bancabilità dei progetti, contratti di partenariato pubblico-privato. Riforma del codice dei contratti pubblici attraverso delega legislativa potenziamento operatività di cassa depositi e prestiti a supporto dell'economia semplificazione delle procedure e responsabilità per l'utilizzo delle risorse europee (110 miliardi in sette anni 2014-2020). Da ultimo, singoli provvedimenti riguarderanno Bagnoli e le aree in crisi industriale e territoriale, la facilitazione all'export delle imprese, lo sviluppo di risorse energetiche con ricadute occupazionali importanti.

La riforma della giustizia. Il lavoro di mediazione del ministro Orlando è ormai in dirittura d'arrivo. Il Guardasigilli vuole arrivare all'appuntamento di venerdì con quante più linee guida delineate. Per questo, tra martedì e mercoledì, dovrebbe vedere la maggioranza e l'opposizione nella terza e conclusiva tornata di incontri sui dodici punti da riformare. Senz'altro si presenteranno Forza Italia e Sel, mentre appare difficile che Lega e M5s accettino l'invito del ministro.

Il Cdm potrà dare il via libera al pacchetto sul civile, con i provvedimenti per arrivare alla sentenza di primo grado in un anno e allo smaltimento dell'arretrato, per creare corsie preferenziali per la famiglia e le imprese, per dare tempi certi agli operatori economici sul recupero dei loro crediti. Sarà incentivato il ricorso agli arbitrati, alla mediazione e alla rapida soluzione delle controversie. Pronta - tra i provvedimenti più attesi - anche la revisione della responsabilità civile dei magistrati che, sul modello europeo, potranno essere chiamati a rispondere dei loro errori in via indiretta, dallo Stato, con una rivalsa fino al 50% del loro stipendio. Più difficile l'intesa sui punti della riforma penale. Si lavora ancora sui nodi prescrizione, criminalità economica e intercettazioni. Mentre per gli aspetti che riguardano il Csm si è preferito attendere che il Parlamento nomini gli otto mebri laici di sua competenza, in modo da consentire l'insediamento del nuovo Consiglio. La prossima convocazione delle Camere è fissata per l'11 settembre.

Il provvedimento sulla scuola. Quanto alla scuola - ha spiegato ieri Matteo Renzi - "stiamo lavorando, e seriamente, con il ministro Giannini e con la sua squadra. E il 29 agosto vi stupirà: presenteremo una riforma complessiva che, a differenza di altre occasioni, intende andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che è la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo".

Fonte: repubblica.it

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