bea cem 18122017Che non cancella la necessità di un gestore unico per il ciclo integrato dei rifiuti.
L’assemblea dei soci di Cem Ambiente svoltasi il 14 dicembre chiedeva ai soci di esprimersi sulla volontà di proseguire il percorso di studio propedeutico alle eventuale fusione con BEA S.p.A.

Un po’ di storia, giusto per poter inquadrare i fatti:
La gestione dei rifiuti è un punto fondamentale per attuare politiche che valorizzino l’ambiente e tutelino la salute dei cittadini; che consentano di investire in sviluppo e innovazione tecnologica; che portino avanti la rivoluzione verde e un nuovo modello di sviluppo, basato su una cultura di uno stile di vita più sostenibile, un miglior rapporto con le risorse naturali che sono limitate, un approccio reale all’economia circolare. Consapevoli che per tenere insieme tutti questi piani la scelta migliore fosse la creazione di un grande soggetto pubblico in grado di svolgere tutti i processi di un ciclo integrato dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento passando attraverso la valorizzazione e la riduzione, i Sindaci decidevano nel dicembre 2014 con grande lungimiranza  di avviare un percorso di aggregazione tra le società pubbliche del territorio della Provincia di Monza e della zona della Martesana; a rispondere positivamente a questo appello furono CEM ambiente e BEA S.p.A, i cui amministratori ottennero il mandato di procedere secondo le previsioni normative. Un percorso lungo, non privo di difficoltà dovute in parte alla necessità di dare risposte concrete e tempestive in termini di servizio; ma con una prospettiva concreta e un modello da seguire, ovvero la creazione del soggetto gestore unico del servizio di igiene ambientale sul modello di quello già attuato per il servizio idrico, operazione che ha consentito di avere acqua pubblica, prezzi contenuti, e investimenti in campo ambientale.

Prima che Cotarelli dicesse che le aziende pubbliche erano troppe, prima che la Legge Madia imponesse razionalizzazioni e dismissioni. Avanti, come spesso sono riusciti ad essere gli amministratori di questo territorio. Infatti, se per l’acqua il percorso di aggregazione era stato imposto dalla Legge, per i rifiuti si trattava di un atto di coraggio, lungimiranza e buona politica: assicurare un servizio in linea con le buone pratiche conseguite e da estendere, tenere lontano appetiti criminali che anche nella nostra provincia sono spesso in cronaca, dare stabilità per i prossimi decenni creando un soggetto forte ed autorevole che avrebbe potuto aggregare anche altre realtà in una dimensione legata al territorio, ai sindaci e ai cittadini.

Ma le scelte coraggiose hanno bisogno di caparbietà e, appunto, coraggio. Cosa che non è avvenuta con la proposta di delibera che chiedeva di scegliere se terminare lo studio deliberato anni fa, arrivando finalmente dopo anni di lavoro e di investimenti ad avere i valori di concambio tra le due società e l’ipotesi di piano industriale (così da sapere se l’obiettivo politico che ci si era dati aveva effettivamente le gambe per stare in piedi nelle attuali condizioni, o se si dovesse trovare un’altra strada), oppure se lasciare il percorso di studio incompiuto e lasciar perdere il progetto.

Alcuni Sindaci di centrosinistra di Monza e Brianza hanno chiesto che la proposta di delibera venisse ritirata, perché si riteneva che iniziato un percorso questo andasse portato a termine, cosicché i risultati divenissero pubblici per poterli portare a conoscenza dei propri cittadini e dei propri consigli comunali. Questo percorso, si badi bene, era stato deliberato 3 anni fa nei Consigli comunali; ieri è stato interrotto invece solo dai sindaci, in assemblea dei soci.

Se da una parte le ragioni di una scelta che noi consideriamo sbagliata hanno impedito di concludere con cognizione di causa quello che era iniziato con il consenso di tutti, dall'altra non possiamo tacere invece la buffa posizione del Sindaco di Vimercate che, per paura di arrivare secondo nell’attribuirsi il merito della sconfitta, a quanto pare i numeri li ha dati davvero: di quello che ha detto non c’è un dato corretto, è manipolazione di bassa fattura di dati che non esistono, privi di riferimento temporale, senza considerare interi processi produttivi.

Un ulteriore elemento che dovrebbe far riflettere: il primo punto all’ordine del giorno della citata assemblea prevedeva l’approvazione del budget della società per l’anno 2018. I punti contestati da alcune amministrazioni erano due: il costo dello smaltimento ed i costi di struttura, ovvero i punti su cui la fusione della società avrebbe sicuramente offerto un miglioramento (perché a quel punto i costi di struttura avrebbero subito economia di scala e perché lo smaltimento dell’indifferenziato avrebbe beneficiato delle tariffe calmierate per i soci e non dei prezzi di mercato, che oggi i cittadini dei comuni serviti da CEM sono costretti a pagare). 

Quella di ieri è una brusca frenata lungo un percorso virtuoso, ma i temi che abbiamo posto rimangono tutti: andiamo avanti, pronti a individuare un progetto ugualmente e più ambizioso, perché amministrare una comunità è qualcosa di più che litigare per assumersi il merito di una sconfitta; perché amministriamo per l’oggi ma anche e soprattutto per il domani. Consapevoli che l’obiettivo di un soggetto pubblico, autorevole e strutturato, per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti sia la sola soluzione per oggi e per il futuro.

Pietro Virtuani, segretario del PD di Monza e Brianza
Roberto Invernizzi, Presidente della Provincia di Monza e Brianza
Roberto Stefano Scanagatti, Consigliere provinciale alle Partecipate

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