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referendum lomb costiE dire che Lega e M5S dicevano che avremmo risparmiato!
Brambilla (PD) “Quando dicevamo che il referendum consultivo sarebbe costato cinquanta milioni di euro Lega e Movimento 5 Stelle ci dicevano che stavamo dando i numeri, ora si comincia a capire chi aveva fatto i conti giusti e chi no.”

Lo dichiara il Capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla in merito alle comunicazioni del presidente Maroni sul costo delle “voting machines” per il referendum consultivo del 22 ottobre che è ormai fissato a 23 milioni di euro. A questo si aggiungono 1,6 milioni già spesi per la prima parte della campagna di informazione istituzionale e gli altri 24,5 messi a bilancio per tutti gli altri costi, a partire dal compenso degli scrutatori, il materiale, la sorveglianza dei seggi e tutto il resto.

Continua Brambilla: “Il voto elettronico, secondo i 5 stelle, ci avrebbe fatto risparmiare, e invece ci costa 23 milioni con il solo vantaggio di risparmiare un paio d'ore di spoglio dei dati. E bisogna ricordare che che il voto su tablet è stato introdotto solo per i referendum consultivi regionali. Quanti ne sono stati fatti dal 1970 ad oggi? Nessuno. Quindi altro che investimento, come dice Maroni, sono soldi che si potevano benissimo risparmiare.”

Quanto all'utilità del referendum, Brambilla conclude che “il presidente dell'Emilia Romagna Bonaccini è andato a Roma a trattare il trasferimento di materie spendendo solo i soldi del biglietto del treno, e non è escluso che ottenga risposte ben prima di Maroni, che ha voluto fare il referendum. Ma un giorno il governatore lombardo ci dovrà spiegare che cosa successe nei palazzi romani quando fu proprio il suo governo a fermare la trattativa che nel 2007 la Regione Lombardia aveva aperto e ben avviato con il governo Prodi.”

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

Milano, 26 luglio 2017

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