PD Monza e Brianza

lettera apertaLettera aperta del Segretario del Circolo PD  di Ceriano Laghetto nel giorno dell'ottavo compleanno della nascita del Partito Democratico agli amici, tesserati e simpatizzanti.

Carissimi,
scrivo dopo qualche tempo per condividere con Voi alcune considerazioni che spero possano essere alla base di un confronto schietto, libero e costruttivo: considerazioni che riguardano il Partito Democratico, il suo ruolo all'interno del Governo e il nostro impegno quotidiano sul territorio attraverso i Circoli, le federazioni provinciale e regionale, sino alla Segreteria Nazionale.

L'anno che è passato ha visto il PD impegnato in prima linea nella definizione di proposte poi concretizzatesi in norme, leggi e riforme. Provvedimenti che riguardano il funzionamento delle nostre istituzioni politiche ma, soprattutto, la vita di ciascuno di noi nell'ambito del lavoro, della scuola e, più in generale, nella sfera dei diritti di ogni persona.

L'agenda politica è stata fitta, i contrasti parecchi, ma alcuni risultati importanti sono stati raggiunti: la nomina del presidente della Repubblica, la recente riforma costituzionale, Ius soli, jobs act, la buona scuola, le unioni civili, sono alcuni dei provvedimenti più significativi, certamente perfettibili, ma indubbiamente provvedimenti che rappresentano un passo in avanti verso un Paese più moderno ed inclusivo.

Stavamo meglio quando stavamo peggio?? Meglio al Governo o all'opposizione?

Domanda banale ma non scontata!

Per quel che mi riguarda è molto meglio avere il Partito Democratico al Governo seppure, in questo momento, in un Governo di compromesso. Ma è evidente che le riforme sopracitate non sarebbero state possibili con un governo di centro destra. I temi dei diritti, dello ius soli, della riforma costituzionale non si sarebbero nemmeno messi in agenda lasciando il Paese fermo con le sue inefficiente e, quel che è peggio, con una considerevole fetta di popolazione scoperta da alcuni importanti diritti civili!

Il metodo politico utilizzato non è sempre stato lineare: in alcuni momenti i diversi punti di vista presenti nella nostra comunità politica stavano alimentando divisioni preoccupanti. Il confronto interno al PD ha prodotto però, con fatica e per alcuni inaspettatamente, una sintesi possibile e credibile; una sintesi che rappresenta una convergenza e al tempo stesso un compromesso responsabile di fronte alle tante istanze dei cittadini.

Come tutte le mediazioni, lascia aperte alcune questioni sulle quali dovremo lavorare ancora e meglio, ma l'impressione che ho maturato, confermata anche dal lavoro costante che stiamo facendo sul territorio, è che il Partito Democratico stia portando avanti un'attività politica concreta e quotidiana, libera da zavorre ideologiche che poco hanno prodotto in passato e che ancora meno potranno fare in futuro. Non sempre è facile star lontani dal populismo (e in alcuni momenti il Governo ha sconfinato in quel campo) e da un'ideologia sterile svuotata di contenuti.

Per conto mio populismo ed ideologia rappresentano una patologia della democrazia.

A queste derive preferisco sempre il lavoro e l'impegno, la responsabilità verso convergenze possibili; preferisco la forza della prassi supportata - sempre - dal ragionamento e dal pensiero!

Non cedere al fascino di un semplice e fugace "mi piace" sarebbe già un primo passo per riflettere.

Lasciarsi alle spalle gli slogan evitando di aderire acriticamente a posizioni populiste da una parte, ed ideologiche dall'altra, aiuterebbe ad affrontare la realtà che ci circonda con realismo nella sua estrema complessità!

Se poi imparassimo ad ascoltare di più le ragioni dell'altro; se, invece di sparare a zero su posizioni diverse dalle nostre, non lasciando nemmeno lo spazio per un confronto costruttivo; se imparassimo la utile prassi del Confronto e della dialettica, allora avremmo fatto davvero un grande passo in avanti verso il consolidamento di una Democrazia piena e compiuta, prospettiva (mai scontata) verso cui tendere sempre: una condizione necessaria per rendere possibili politiche utili ai cittadini, politiche gradualistiche di riforme, politiche inclusive e lungimiranti.

Ecco, penso davvero che il Partito Democratico, con fatica stia andando in questa direzione.

Può migliorare? Certo che sì!

E può farlo mantenendo sempre alto il livello del confronto interno.

Può farlo cercando di rendere più "efficiente" ed operativa l'ossatura istituzionale del nostro partito.

In questo senso, il ruolo della segreteria nazionale - nel suo essere organo di indirizzo e di coordinamento con le federazioni regionali, provinciali e con i circoli locali - assume un aspetto cruciale richiedendo(Ci) una riflessione seria circa l'opportunità che le figure del premier e del segretario nazionale coincidano.

Personalmente penso di no! Penso che sia meglio dividere questi due ruoli per rendere possibile da una parte al Governo di procedere con provvedimenti che trovano la loro sintesi nel Parlamento, e dall'altra, per consentire al Partito Democratico di svolgere il suo compito di elaborazione di politiche autonome, anche in contraddittorio col Governo, e di lavorare promuovendo il lavoro sul territorio attraverso i nostri presidi territoriali.

Serve poi l'impegno di tutti noi: un impegno quotidiano, consapevole e responsabile, attraverso cui dare forza e senso, direzione e contenuti al più grande, e forse unico, progetto politico riformista presente in Europa!

Denis Zuffellato, Segretario di Circolo Ceriano Laghetto, 14 ottobre 2015

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