gen 2015 aApprendiamo con stupore che la maggioranza in Regione Lombardia ha approvato una mozione della Lega Nord che chiede di "contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole lombarde". Addirittura chiedendo il ritiro di alcuni libri per bambini!

Tutto questo è molto grave, perché così la Regione si unisce a una campagna di disinformazione incentrata sull'inesistente "teoria del gender". È stato detto in tutti modi e da voci autorevoli, è una teoria che non esiste. Esistono, invece, studi scientifici che hanno contribuito a ridurre, a livello individuale e sociale, pregiudizi e discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale. Diffondere paura su queste cose, agitando spauracchi che non ci sono, è un modo di agire che alla fine arriva a produrre il rifiuto del diverso.

monza omofobiaApprendiamo con sconcerto le notizie riportate dalla stampa locale e nazionale, secondo cui il direttore dell’ECFoP di Monza avrebbe obbligato un ragazzo di 16 anni a non entrare in classe, facendolo rimanere nel corridoio della scuola, perché gay.

La vicenda, se confermata così come raccontata dai giornali, ha dell'incredibile: chiediamo che venga fatta chiarezza da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Il tema della lotta verso ogni forma di discriminazione e del contrasto all'omofobia è parte fondante la cultura politica del Partito Democratico e perno della nostra azione di governo. Per questo riteniamo che, anche attraverso le Istituzioni scolastiche, sia necessario promuovere l’affermarsi di una cultura animata da desiderio di conoscenza, di rispetto, di incontro e inclusività.

sanita 201509Pietro Virtuani. Si riparta dall’assemblea dei Sindaci della provincia. La riforma sanitaria lombarda, proposta dalla giunta di Roberto Maroni, a nostro avviso è stata una grande occasione mancata per innovare complessivamente la cura della persona nella nostra Regione.
Una cura che oggi richiede una vera sinergia tra Istituzioni, enti, territorio, per offrire la miglior assistenza possibile in situazioni diverse, a cronicità e bisogni di cura prolungati, con reti parentali sempre meno presenti e forti.
Il tutto coniugando efficienza e trasparenza, senza rinunciare a nulla, ma al contrario, aumentando lo spettro di intervento.

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