per vincereDopo sabato scorso con la presentazione a Milano della candidatura di Giorgio Gori a Presidente della Lombardia, siamo tutti più consapevoli che un'alternativa al governo delle destre di questi anni è possibile. E' possibile non solo per le qualità personali del nostro candidato, non solo per la buona amministrazione di Bergamo, ma perché abbiamo visto una grande comunità pronta a mettersi in gioco per cambiare. L'importanza di tenere insieme culture politiche diverse, la profonda conoscenza della nostra regione e dei suoi diversi aspetti (dalla zona metropolitana alle valli, alle montagne e alla pianura, dalle fasce di popolazione inserite ai massimi livelli del tessuto produttivo alle numerose forme ancora esistenti di emarginazione ed esclusione sociale), la volontà di aprirsi all'Europa e al futuro, la necessità di non fare sconti alle destre e al loro (non) governo di questi anni, fatto di proclami, scarico di responsabilità su altri enti e riforme conservatrici che non hanno realizzato gli obiettivi che si ponevano, fossero l'unire il sociale con la sanità o tutelare ambiente e aree verdi.

Una grande comunità politica, un popolo che chiama in causa il PD ma che non si ferma a esso; per vincere, per governare, per cambiare le cose non dobbiamo chiuderci in recinti, né come Partito, né (ancora peggio) all'interno di esso. Il PD svolge la sua funzione se è in grado di includere e amalgamare culture e provenienze diverse, e questo è possibile solo superando i personalismi (e le correnti e correntine "nominalistiche") e riconoscendo e rispettando anche declinazioni diverse delle possibili sinistre riformiste che sono confluite o che animano oggi il nostro partito; di contro, esasperare il correntismo, rivendicare per una sola parte il diritto a definirsi il tutto, quali unici depositari della forma autentica, significa rinunciare in partenza a essere, prima ancora che un nuovo partito per il XXI secolo, proprio un Partito.

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Questo sabato, oltre alla conclusione del convegno sulle Brianze che si svolgerà a Monticello domani mattina, si svolgono a Seregno gli Stati generali in cui si discute della situazione in città; anche se non più così alla ribalta delle cronache nazionali come nei giorni dell'arresto, il lavoro per rilanciare un centro così importante per il nostro territorio non viene assolutamente meno, e passa attraverso la capacità di sollevare una comunità ed essere quella forza politica che insieme a altri e sapendo unire riesce a suscitare una concreta speranza negli elettori. Sabato pomeriggio saremo appunto a Seregno per dare il nostro contributo e ricordare che a Seregno, come in tutte le tornate amministrative, il PD di Monza e Brianza c'è per contribuire alla vittoria del centrosinistra.

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Infine, domani è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Non deve essere solo un'occasione per riflettere su un tema che ancora oggi rappresenta una grave emergenza nel nostro paese, ma deve sostanziarsi di due cose: da un lato la rivendicazione dell'impegno del Partito Democratico nell'azione di governo, come in tanti comuni, per affrontare la situazione, consapevoli di quanto ancora ci sia da fare; dall'altro la necessità di affrontare dal punto di vista culturale questo tema, così da lavorare sulla cultura, sulla prevenzione e sul rispetto, così da fare un vero passo avanti.

In questi temi, come in fondo in tutti, il cambiamento non passa solo dalle leggi o dai provvedimenti o dai fondi; oltre all'azione nelle istituzioni, occorre lavorare perché maturi nella cittadinanza la coscienza del problema, e attraverso le forze politiche, le istituzioni e gli atti, sostenere la strada che vogliamo percorrere.

Pietro Virtuani, Segretario provinciale del Partito Democratico di Monza e Brianza

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