10anniPDDomani, 14 ottobre, il nostro Partito compie dieci anni.
Presi come siamo dalle vicende quotidiane, che siano la legge elettorale con tutto ciò che ne consegue (funzionamento, effetti, modalità con cui si potrà arrivare all'approvazione) o il lavoro giornaliero che facciamo nei nostri circoli, nei nostri Comuni, in Provincia, rischiamo di non dare il giusto risalto a un anniversario come questo; non solo perché per come è andata configurandosi la politica italiana negli ultimi tempi, affollata di movimenti, partitini personali, cartelli elettorali, sigle e simboli che durano lo spazio di una elezione, 10 anni di un Partito vero sono effettivamente una notizia.

Ma per come noi, i democratici, abbiamo svolto la nostra funzione storica all'interno del paese nel corso di questo decennio, e come ci prepariamo alle sfide future; per come noi come comunità politica siamo cresciuti, anche nati per certi versi, sulla base di alcune esperienze importanti che stavano esaurendo la propria funzione storica e con l'obiettivo di costruire la casa della sinistra e il riformismo dei prossimi anni. Anche per ripensare ai nostri limiti, ai nostri fallimenti, alle tantissime persone che hanno scelto di interrompere questo viaggio insieme e hanno lasciato la politica o hanno scelto di impegnarsi altrove.

Costruire un Partito, ossia organizzare la partecipazione dei cittadini, sviluppare e diffondere una cultura politica, creare legami tra le persone, con il proprio territorio, nei luoghi in cui si sviluppa il conflitto sociale, con i corpi intermedi; organizzare momenti di confronto, di approfondimento, di formazione; prendersi responsabilità di scelte grandi e piccoli che siano, su cui lavorare insieme e non da soli; selezionare la classe dirigente, la propria e per le contese elettorali; insomma, interpretare un mondo complesso, nel momento in cui la disintermediazione è sempre più forte e gli spazi per il potere politico sono sempre più difficili da mantenere e conquistare, è tutt'altro che semplice. Forse quasi anti-storico, ma io credo anche terribilmente moderno, perché è proprio nel momento in cui lo spazio della politica si riduce e i legami delle comunità si allentano che allora c'è bisogno del Partito Democratico, di una forza politica che prova a estendere i diritti delle persone e ad allargare gli spazi della politica e della discussione democratica.

Allora, consapevolezza dei nostri limiti e della grandezza delle sfide che abbiamo di fronte, rinnoviamo il nostro impegno in questa faticosa e bella storia collettiva che è il Partito Democratico.
Adesso, e nei prossimi anni.

Petro Virtuani, Segretario provinciale del Partito Democratico di Monza e Brianza

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