Domenica prossima 24 gennaio, elettori e simpatizzanti del PD, e anche tutti i cittadini che non si riconoscono in questa giunta, sono chiamati a scegliere il candidato sindaco che sfiderà Mariani nella difficile partita delle elezioni amministrative del prossimo marzo. Presentiamo l'intervista ai due protagonisti della "sfida" interna che potete leggere anche sulle pagine di Seregno variabile, l'informatore del circolo di Seregno, che è in distribuzione in questi giorni.
Domande che possono aiutare a scegliere il candidato da sostenere e votare.
Ciao Pietro e ciao Mauro
Siamo prossimi alla scadenza di questo consiglio comunale, come rappresentante dell'opposizione quale difficoltà hai incontrato nell'esercizio della tua funzione di controllo, di verifica e di proposta?
Pietro: Innanzitutto per controllare, verificare e fare proposte (magari alternative e fattibili) è necessario conoscere quanto fa la Maggioranza; significa esercitare un lavoro continuo e appassionato di lettura di quanto questa decide di fare: delibere di giunta, determinazioni dei dirigenti, ordinanze sindacali, provvedimenti diversi, conoscenza degli indirizzi politici e programmatici dell'Amministrazione. In qualità di capogruppo, poi, ho dovuto seguire tutto o quasi: il dovere di esprimere la "dichiarazione di voto" in consiglio costringe a motivare un diniego o un sostegno con ragioni di sostanza. Il tempo, dunque: anche all'Opposizione viene "mangiato" dal conoscere. La difficoltà, paradossalmente, è stata più nel costruire un accordo di partito che non una posizione da esprimere in Consiglio. L'Opposizione deve essere costruita su una osmosi di pensieri e posizioni, tuttavia convergenti, nel grande rispetto l'uno dell'altro. Questa è stata la difficoltà. In Consiglio non ci sono stati problemi: il lavoro è stato attento, scrupoloso, alternativo e costruttivo. Con tante controproposte.
Mauro: Tante, basti pensare che le risposte alle interpellanze dovrebbero essere evase dal Sindaco e dagli assessori entro 30 giorni, a me non hanno ancora risposto a quelle presentate più di un anno fa. Inoltre l'amministrazione dovrebbe consegnare i documenti richiesti sempre entro 30 giorni, alcuni documenti chiesti da mesi fa non mi sono stati dati: per esempio i curriculum delle persone nominate nei CDA di Gelsia, le delibere di Gelsia, la perizia che hanno fatto sugli immobili di Via Oliveti, ecc. Per non parlare dell'obbligo mai rispettato di discutere gli argomenti proposti dalle minoranze ai sensi dell'articolo 39 dello statuto comunale, anche in questo caso la regola non viene rispettata perché non c'è nessuna sanzione. Infine in questi 5 anni abbiamo sempre parlato contro un muro di gomma, qualunque proposta è stata bocciata, e nella maggior parte dei casi senza motivazione alcuna. I consiglieri comunali di maggioranza non intervengono mai su nessuna proposta, la loro fortuna è che nessuno assiste a questo pietoso spettacolo.
Con quale parte di questa maggioranza, composita e coesa su pochissime cose, sei riuscito a stabilire un rapporto proficuo?
Pietro: Calcolando che la Maggioranza si esprime attraverso il Sindaco e la Giunta e molto poco attraverso i Consiglieri, va riconosciuto che questa Maggioranza uscente è stata poco disposta a collaborare e, quando è - raramente - avvenuto, i margini di manovra sono stati pochi. Soprattutto il Sindaco e il Vicesindaco hanno fatto sì che il dialogo venisse sottoposto ad una visione univoca, la loro, senza possibilità di cambiamenti, se non poco influenti nella sostanza delle proposte. Credo distanti anche i gruppi consiliari di Maggioranza con quelli di Minoranza, anche se, ultimamente, c'è stata unità di vedute con il gruppo Lega Nord sulla necessità di difesa del territorio rispetto alla crescente tensione edilizia.
Mauro: Dal punto di vista personale con tutti, dal punto di vista politico non ci possono essere rapporti con i partiti di centrodestra. Non c'è volontà di dialogo, o si fa quello che vogliono loro oppure niente.
Se diventassi sindaco, te lo auguro, quale iniziativa faresti partire da subito perché strategica nel mandato e quale altra perché è semplicemente urgente?
Pietro: Il disegno del Territorio. Il Piano di Governo non è infatti stato deliberato da questa Amministrazione e qualche quartiere importante non sa ancora il proprio destino, a partire dai quartieri Santambrogio e Crocione. Bisogna dire ai cittadini cosa sarà dello sviluppo dei quartieri dove si abita. Poi ci sono altre "priorità": dapprima l'edilizia scolastica (ma ci si rende conto del fatto che lasciamo i nostri figli per decine di ore in edifici che necessitano di interventi urgenti?) ci impone una rapida soluzione di problemi più che evidenti; a seguire la chiusura di alcune opere pubbliche che da 5 anni non vedono sbocco, quali il Centro Diurno Disabili o lo stadio Ferruccio. Ma l'elenco delle cose che stanno diventando urgenti sono molte. E c'è da individuare la strategia delle Aziende Partecipate nel loro piano industriale.
Mauro: Fondamentale è l'intervento sulle scuole, rinviati da troppi anni, così come chiudere il cantiere del Centro diurno disabili e accelerare la chiusura della cava al Lazzaretto e la trasformazione in parco. Prioritari sono anche le riqualificazioni della via Wagner, Briantina, Cadore, Allo Stadio. Prioritario è anche l'approvazione del PGT. In generale la nuova amministrazione dovrà puntare sul mantenimento e manutenzione dell'esistente, sul completamento e ampliamento dei parchi, sul rafforzamento della mobilità ciclabile. Altro punto importante è affrontare la crisi economica, un problema che l'attuale amministrazione ha bellamente accantonato.
Ritieni che il PGT andrebbe rivisto alla luce di un modo diverso e drammaticamente attuale su scala planetaria di intendere il consumo del territorio e della sostenibilità dello stesso?
Pietro: Ogni scelta che riguarda il Territorio non dovrebbe essere chiusa in se stessa. Il problema dell'ambiente e della sua tutela deve essere sempre tenuto in considerazione: l'utilizzo di energie alternative, la conservazione e la promozione del verde, la limitazione del cemento si devono anche confrontare con le strategie dei comuni limitrofi e quindi va ricercata una condivisione e una strategia unitaria nella difesa non solo del territorio comunale , ma di quel territorio più ampio che è la nostra Brianza.
Mauro: Il PGT del Partito Democratico sarà un piano che riduce le aree di espansione territoriale, valorizza il verde, e punta sulla riqualificazione delle aree degradate. Seregno non può crescere ulteriormente, è una questione ambientale, di qualità della vita, e se vuoi anche economica, perché uno sviluppo urbanistico incontrollato farebbe perdere valore alle case dei seregnesi.
Ritieni che l'associazionismo confessionale e non debba essere coinvolto diversamente nella costruzione di una città consapevole della sua crescita: penso a un codice etico come collante.
Pietro: Il mio percorso politico affonda le sue radici nell'associazionismo che credo resti la grande e spesso inascoltata risorsa di ogni comunità. Confessionale e non, resta un riferimento indispensabile, che si concretizza nel principio della sussidiarietà. Il nostro territorio consente di avere una grande e variegata realtà associazionistica, luogo dove si sviluppano idee, dove si confezionano proposte, dove si anticipano problemi che spesso soltanto "dopo" vengono intravisti o intercettati da chi amministra. L'ipotesi di un codice etico sta a monte, è, per così dire, scontato: alcuni dati etici stanno prima della "discesa in campo".
Mauro: Certamente sì, l'associazionismo è una opportunità, a differenza di questa amministrazione che lo ritiene un ostacolo o un mezzo di propaganda, a seconda dei loro orientamenti politici.
Vincere a Seregno non sarà facile avrai bisogno di conquistare tanti spiriti liberi e risvegliare gli astensionisti dal torpore del disimpegno, come? Gli parlerai del PD come di un partito dal DNA nuovo, esente dagli errori dei partiti che sono confluiti: immagino nostalgie e ideologie, o altro?
Pietro: Non sono d'accordo con l'impostazione di questa domanda: andrebbe fatta a qualche dirigente nazionale, non a un candidato locale. Credo infatti che in una competizione elettorale come quella comunale contino le persone, la loro affidabilità, il programma che intendono realizzare, la loro capacità di rapportarsi agli altri... e il programma credo sia il vero collante, al di là dei luoghi (politici) di provenienza. Per quanto mi riguarda, poi, i tempi delle ideologie sono trascorsi da un pezzo. Ma quello dei valori resta, anzi, si impone con ulteriore forza.
Mauro: Dirò ai seregnesi che non devono guardare le etichette ma i contenuti, i 5 anni di questa amministrazione sono stati deludenti e irritanti, basti pensare alle nomine e agli aumenti di stipendio fatte in Gelsia. Dirò ai seregnesi che è più importante la correttezza, la trasparenza e l'onestà, e che non possono continuare a essere presi in giro da chi aveva promesso di risparmiare 20 milioni di euro per non fare il palazzo comunale, e alla fine invece di risparmiare spenderà più soldi; da chi aveva promesso case a 3 euro al mese; da chi aveva promesso di non aumentare le tasse, e invece ha triplicato l'addizionale Irpef. Infine dirò ai seregnesi che mi candido per governare Seregno come un cittadino tra i cittadini, non per comandarla, per avere benefici o per far beneficiare amici e amici degli amici.
Grazie mille ai nostri due candidati e alla loro disponbilità.
Intervista curata da Maurilio Dugnani |