"Si fa presto a dire casta"
Intervento del Tesoriere Nazionale Antonio Misiani a You Dem
Bilancio PD nazionale
Rendiconto d'esercizio 2008
| Monza Brianza, carrello della spesa più leggero |
| Il partito - Lavoro Imprese |
| Mercoledì 14 Ottobre 2009 22:19 |
La cassa integrazione ha modificato le abitudini di acquisto delle famiglie italiane, riducendo di circa 50 Euro al mese, vale a dire circa il 10%, il budget destinato alla spesa alimentare. È quanto emerge da una stima dell'Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat, Archivio ASIA - Istat, INPS, ricerca "Le abitudini d'acquisto", realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l'economia e la finanza. Coloro che nell'ultimo anno con la crisi avevano già cambiato il luogo della spesa, preferendo discount e ipermercati, aumentano a causa della cassa integrazione, passando dal 21% al 28,4%. In particolare, le famiglie che cercano un risparmio consistente nei discount raggiungono il 17,6% (erano il 13%), quelle che passano agli ipermercati arrivano al 5,4% (erano il 4%). Crescono anche coloro che scelgono di fare la spesa al mercato (dal 2% al 2,7%). E aumentano, a causa della cassa integrazione, anche le famiglie che cambiano i prodotti scegliendo le promozioni e i generi di primo prezzo, passando dal 36% al 42,1%. Le famiglie che optano per le promozioni crescono dal 24% al 28,1% mentre chi acquista prodotti di primo prezzo passa dal 12% al 14%. Il cambiamento delle abitudini di acquisto delle famiglie è più diffuso in Lombardia, Abruzzo e Piemonte, regioni in cui la cassa integrazione incide quasi il doppio della media italiana. Le riduzioni maggiori sul budget destinato alla spesa alimentare si registrano in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, regioni in cui l'incidenza della spesa alimentare sulla spesa media mensile delle famiglie è più elevata. (Teleborsa) Repubblica.it 14/10/2009 |